Atraktivna knjiga autorice Giovanna Motta – La MODA SI FA STORIA

Recensione di Modni Izazovi del libro di Giovanna Motta, La moda si fa storia, Passigli, Firenze 2016.





LA MODA SI FA STORIA ( u prijevodu na hrvatski MODA POSTAJE POVIJEST ) je naslov knjige koju je objavila profesorica GIOVANNA MOTTA koja na rimskom univerzitetu La Sapienza predaje Privrednu i socijalnu historiju Novoga vijeka. Gospođa Motta udata Biagini je široko poznata u znanstvenim krugovima, posebno i po tome što se njeni radovi temelje na arhivskim vrelima. Knjiga je nedavno objavljena u Firenci (2016 Passigli Editori, Via Chiantigiana 62 – 50012 Firenze – Antella).

Knjiga ima 140 stranica. Izuzetno je lijepo tiskana i opremljena, te ilustrirana brojnim fotografijama u koloru. Među brojnim knjigama i drugim radovima, autorica nam otvara širok pogled prema MODI u prošlosti. A uz to afirmira veoma konkretno i stav o potrebi kompleksnog tumačenja povijesti (ne samo povijesti institucija i politike) u kojem i Moda ima važno mjesto, budući da zorno govori o odijevanju, običajima i identitetima.
Sasvim je očigledno da se radi o jednoj atraktivnoj knjigi koju vrijedi pročitati i na nju itekako obratiti pozornost. Uostalom, takvi su svi radovi ove autorice specifični, originalni i sa širokim svjetonazorom.

“L’Italia e le Guerre balcaniche”: intervista a Fabio L. Grassi (Università “Sapienza” di Roma)

Intervista di Giuseppe Carteny pubblicata su Geopolitica.info


La recente traduzione in lingua turca del volume di Antonello Folco Biagini “L’Italia e le Guerre balcaniche” (ed. it. Nuova Cultura, 2012; ed. turca “İtalyan Raporlarında Balkan Savaşları 1912-1913″, İstanbul, Tarihçi Kitabevi, 2016) ci porta a riflettere sugli effetti di lungo periodo di questa pagina di storia e sull’importanza di una riflessione in merito per la comprensione delle dinamiche geopolitiche contemporanee. A tal fine Geopolitica.info ha intervistato Fabio L. Grassi, docente di Storia dell’Eurasia e Lingua turca all’Università “Sapienza” di Roma.


Quali sono i principali elementi di interesse del volume?
Il prof. Biagini è stato per decenni Ordinario di Storia dell’Europa Orientale e per fortuna è tuttora una presenza di grande rilievo nella nostra Università come Presidente della Fondazione Sapienza e Prorettore delegato agli Affari Generali. Una caratteristica saliente del suo contributo culturale è che egli ha colto l’importanza delle fonti militari e se ne è giovato copiosamente. Le relazioni degli addetti militari e degli agenti in missione certamente erano condizionati da fattori esterni e da motivazioni personali, come è umano che sia, ma mediamente un po’ meno che gli analoghi testi dei funzionari civili, anche perché i militari osservavano di solito più direttamente le situazioni. Anch’io in alcune mie ricerche ho avuto modo di constatare che spesso e volentieri i “ritratti” più vividi e realistici di un momento storico stanno nelle fonti militari. A ciò si uniscono, nel libro di Biagini, un’acuta visione d’insieme e profonde amare considerazioni sulla distruzione di secolari convivenze. Sono molto contento che quest’opera sia stata tradotta in turco: per gli storici turchi sarà una fonte preziosa e per i lettori turchi l’occasione di riflettere su alcune vicende sulla base di un approccio equilibrato e onesto.

I Balcani a partire dalla metà del XIX sono stati una delle aree più calde del continente, nonché un territorio in cui l’etno-nazionalismo ha rappresentato, ancor più che altrove, il fondamento di molte scelte politiche e strategiche. Le Guerre Balcaniche hanno contribuito a rafforzare queste tendenze?

Certamente. Le Guerre Balcaniche sono la parola fine su ogni ipotesi di riorganizzazione solidale dell’Impero Ottomano e le loro conseguenze sono profonde. E’ incredibile quanto poco esse vengano messe in relazione con la pulizia etnica subita dagli armeni due anni dopo. Eppure il legame è fortissimo. Per i leader nazionalisti armeni le Guerre Balcaniche erano il modello di ciò che una buona volta andava fatto (creazione di uno Stato nazionale con drastica riduzione  della popolazione musulmana) e per i leader nazionalisti turchi erano il modello di ciò che bisognava impedire a tutti i costi (e qui davvero non è un’espressione-cliché).

Quanto è cambiata la percezione odierna da parte dell’Italia delle dinamiche politiche dei Balcani rispetto alle descrizioni presenti all’interno del volume del prof. Biagini?
Penso che ci sia oggi minore attenzione, a causa del fatto che ci sono ora tanti altri luoghi del mondo che il cittadino italiano medio ritiene in qualche modo meritevoli del suo interesse. In altre parole, oggi temiamo che da qualche parte in Europa compia un attentato un militante islamista di origini mediorientali o magrebine, non un militante nazionalista balcanico. Credo che questo calo d’attenzione, per il moltiplicarsi di altre urgenze, sia riscontrabile anche a livello di istituzioni. I Balcani non hanno né oro né petrolio né diamanti… Naturalmente lo dico con dispiacere, perché i Balcani continuano ad essere un laboratorio di estremo interesse.

I Balcani sono stati anche un terreno di scontro etnico e religioso. Oggi, con l’avvento del sedicente “Stato Islamico” e la crisi dei migranti, la regione è stata investita da questo fattore di tensione. Si tratta di un fenomeno nuovo o se ne trova traccia anche nel volume?
Dal volume emerge bene che quello religioso continuava all’epoca ad essere il discrimine determinante. E non ha mai cessato del tutto di esserlo. Basti pensare alla definizione dei musulmani come “nazione” nella Jugoslavia titina. Era nient’altro che una nuova applicazione del sistema delle millet (nazioni, ma in realtà comunità religiose non musulmane) dell’Impero Ottomano. Oggi abbiamo uno Stato come il Kosovo sul quale si addensano molti sospetti di essere una comoda base per militanti e guerrieri islamisti. Gli Stati della regione inoltre si sentono un avamposto rispetto a uno dei percorsi più importanti del crescente fenomeno migratorio. Potrebbero crescer le tentazioni xenofobe e identitarie. Ma è anche una regione che, Grecia a parte, vede migliorare le condizioni economiche. Decisamente, i Balcani non stanno mai fermi.

13 ottobre 2016. Malnutrizione e sicurezza alimentare: dalla teoria alla pratica



Scopo dell’incontro è quello di comprendere i mutamenti e gli scenari in atto rispetto al tema malnutrizione e sicurezza alimentare e individuare delle linee guida che possano contribuire alla sostenibilità degli interventi di sviluppo delle organizzazioni con approcci, strumenti e tecniche da mettere “in campo”. Per questo motivo il convegno è pensato su due appuntamenti. Quella del 13 ottobre che vuole essere una mattinata di formazione e informazione gratuita che darà la possibilità, grazie a quattro focus diversi, di ascoltare e coniugare teoria e pratica per interventi di cooperazione, presenti e futuri, in tema di malnutrizione e sicurezza alimentare, così come spiegherà AMKA Onlus nel esporre l’ultima ricerca fatta nel contesto congolese (RDC) dove da anni opera.

Quattro i focus, tenuti tutti da esperti che da anni si occupano di programmi internazionali sul tema, aiuteranno a comprendere criticità e possibili soluzioni rispetto ai temi proposti. Questo si farà partendo dall’analizzare il contesto di cambiamenti dello scenario internazionale, poi possibili soluzioni con l’obiettivo della sostenibilità locale attraverso programmi agricoli legati alla salute e alla crescita, fino a concludere con un focus ampio e trasversale con l’analisi dell’importanza della rete per una progettazione partecipata che sia efficace e condivisa.

 
La mattinata si concluderà con un lunch e networking coffee tematico, dedicati a stimolare incontri e connessioni possibili tra gli attori del settore, mettere insieme soluzioni ed expertise per collaborazioni future o porre domande ai relatori coinvolti.

 
Il secondo appuntamento, con una modalità partecipativa e dal taglio operativo, si terrà nelle prima metà di Novembre, coinvolgerà tutti gli iscritti  alla giornata del 13 ottobre per un CANTIERE di PROGETTAZIONE PARTECIPATA. Sarà  un pomeriggio interamente dedicato allo sviluppo di nuovi spunti per la progettazione di interventi, formato da attori diversi in un quadro multidisciplinare per trovare sinergie efficaci.
 

Iraq 2016. Rinascere dall'acqua

Il 20 luglio 2016, alle ore 09.30, si terrà presso l'Aula degli Organi Collegiali, nell'edificio del Rettorato dell'Università di Roma Sapienza, un incontro dal titolo Iraq 2016: Rinascere dall'acqua. L’evento, oltre a costituire un volano per la cooperazione tra l’Ambasciata irachena e Roma, l’ambasciata italiana a Bagdad e la Sapienza per l’Iraq, vuole dar luce all’attenzione della Sapienza e dell’Ambasciata alla realtà culturale, ambientale e storica irachena, terreno fertile per l’incontro e per la costruzione di un futuro del paese attraverso la valorizzazione del suo passato e delle ricchezze presenti. L’evento presente è infatti finalizzato a supportare la richiesta irachena per l'immissione delle straordinarie Marshlands del sud dell'Iraq nella lista di siti sotto patrimonio UNESCO, in questi giorni sottoposto a valutazione.
Ai saluti del Magnifico Rettore Prof. Eugenio Gaudio, di S.E. Dr. Ahmad A.H. Bamarni, Ambasciatore d’Iraq a Roma e di S.E. Dr. M. Carnelos, Ambasciatore d’Italia a Baghdad in collegamento via Skype, seguirà l’introduzione del Prof. Antonello Folco Biagini, Presidente della Fondazione Roma Sapienza. Interverranno il Prof. Franco D'Agostino e il Prof. Fabio Russo.
Sarà inoltre allestita una mostra nell'atrio dell'Aula Magna, dove verrà presentata la missione archeologica della Sapienza ad Abu Tbeirah in Iraq meridionale guidata da Franco d’Agostino e Licia Romano, assieme a immagini della vita nelle paludi sumeriche del sud del paese.

Per partecipare alla cerimonia occorre compilare il form online, https://cerimoniale.uniroma1.it, entro le 12.00 di martedì 19 luglio 2016.

Comitato Scientifico:
Antonello Biagini, Sapienza Università di Roma
Lucio Ubertini, Sapienza Università di Roma
Francesca Romana Lenzi, Università Europea di Roma
Franco D’Agostino, Sapienza Università di Roma
Licia Romano, Sapienza Università di Roma


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A. Biagini, G. Motta (ed. by), The First World War. Analysis and Interpretation. Vol. 1 and II


Cambridge Scholars Publishing informs that the title ‘The First World War: Analysis and Interpretation’ (both volumes 1 and 2) has been selected to be showcased in its July marketing campaign, as part of commemoration of the Battle of the Somme centenary. You are able to view the Press Release by clicking here.

This volume is the result of an international conference held at Sapienza University of Rome in June 2014, which brought together scholars from different countries to re-analyse and re-interpret the events of the First World War, one hundred years after a young Bosnian Serb student from the “Mlada Bosna,” Gavrilo Princip, “lit the fuse” and ignited the conflict which was to forever change the world. The Great War – initially on a European and then on a world scale – demonstrated the fragility of the international system of the European balance of powers, and determined the dissolution of the great multinational empires and the need to redraw the map of Europe according to the principles of national sovereignty. This book provides new insights into theories of this conflict, and is characterized by internationality, interdisciplinarity and a combination of different research methods. The contributions, based on archival documents from various different countries, international and local historiography, and on the analysis of newspaper articles, postcards, propaganda material, memorials and school books, examine ideological and historiographical debates, the memory of the war and its most important contemporary and popular narratives, and the use of propaganda for the mobilization of public opinion, in addition to military, social, political, economic and psychological aspects of the conflict.
 
 
 

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Lezioni Prof. Manlio Graziano, 17-18 giugno 2016, Sapienza Università di Roma

Il Prof. Manlio Graziano nei giorni 17 e 18 giugno 2016 terrà le seguenti lezioni presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Storia, Culture, Religioni, II piano

"La geopolitica delle religioni"
venerdì 17 giugno 2016, ore 10.00-12.30
Aula A Sezione storico-religiosa

"La geopolitica della Chiesa cattolica"
venerdì 17 giugno 2016, ore 15.00-17.30
Aula A Sezione storico-religiosa

"La geopolitica dell’Islam"
sabato 18 giugno 2016, ore 10.00-12.30
Aula A Sezione storico-religiosa



La brochure è scaricabile al link di seguito:
https://drive.google.com/file/d/0B1oemIBnUBJIQmp5b0VTRDNKRGdTUk9WbjgycVJ6U0tVcVNN/view?usp=sharing